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Il Castello di Gioia del Colle

Il Castello di Gioia del Colle – Lungo la strada che si percorre tra Bari e Taranto, lo sguardo che vaga nella campagna fittamente coltivata finisce per essere attirato dalla forma di uno dei più bei castelli della Puglia, il Castello Normanno – Svevo.

Castello Gioia del Colle
Castello di Gioia del Colle, in primo piano la cornice Ovest e la torre De’ Rossi.

Il Castello domina il centro antico di Gioia del Colle, e rivela al proprio interno i materiali degli scavi di Monte Sannace, uno dei siti archeologici più importanti della regione che si trova proprio nell'immediato circondario di questa cittadina.

Benché il primo nucleo dell'abitato si sia formato attorno a una fortificazione bizantina, il castello che austero troneggia sul centro è di origini normanne e vi “mise lo zampino” anche Federico II di Svevia; la pianta, questa volta, è trapezoidale, resa munita sia dalle due torri sia dalle bugne che ne rivestono le mura esterne ma alleggerita da finestre e rosoni. L'interno del castello consta di un cortile dove è possibile ammirare la bellissima trifora.

Il castello ospita il Museo archeologico nazionale, che funge da introduzione agli scavi di Monte Sannace con i reperti scoperti nelle necropoli: si tratta in buona parte di ceramiche attiche a figure nere e rosse, ma anche di esemplari di produzione italica (campana, lucana e metapontina).

Il Castello di Gioia del Colle fu prima un feudo dei Normanni, successivamente un demanio degli Svevi, infine possedimento del Principato di Taranto, poi dei Conti Acquaviva d'Aragona di Conversano ed in ultimo dei Principi De' Mari di Acquaviva delle Fonti.
Nei dintorni del castello è possibile visitare il sito archeologico. Thuriae era il nome dell'abitato peucètico che scavi condotti sul monte Sannace dal 1957 al 1961 hanno riportato alla luce. E là, oggi, il Parco archeologico di Monte Sannace racchiude il frutto di tali indagini, che hanno permesso di scoprire come il centro sia stato florido soprattutto tra il VI e il IV secolo a C., e che in seguito alla conquista romana del III a C. sia stato quasi completamente abbandonato. Ben cinque le cinte murarie individuate, di cui la più elevata era volta a racchiudere l'acropoli mentre le altre abbracciano quartieri di abitazioni strutturate attorno a cortili centrali. Quanto alle necropoli, queste erano sia all'interno delle mura (spesso direttamente sotto le case) sia fuori da esse.