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Amocù: viaggio sensoriale alla scoperta della cucina giapponese e nippo-brasiliana nel cuore di Catania

Il connubio tra la cucina giapponese e quella nippo-brasiliana ha portato alla nascita di Amocù, ristorante sorto presso la prestigiosa villa Bonaiuto, nel cuore di Catania.

Amocù
Ph: Giulio Bruno e Clarissa Cusimano

Fortunato Fasanaro e Nunzio Di Bella, ideatori del locale e storici proprietari di Pepe Nero, hanno organizzato nei giorni scorsi un percorso enogastronomico alla scoperta dei sapori orientali e sud americani: “Volevamo portare a Catania una visione che oltrepassasse la cucina regionale e italiana, coltivare una visione internazionale e nello specifico un concept asiatico che ripensasse anche quello oramai abusato della cucina giapponese. Amocù nasce da una sfida certamente ambiziosa, ma anche affascinante per una città come Catania, che da sempre si è distinta per la sua vitalità e la capacità anche di precorrere altre città siciliane nelle tendenze e nello stile”.

Le degustazioni hanno avuto come sfondo la nuova terrazza di Amocù, aperta in occasione dell’inizio dell’estate. Tra innovazione e tradizione, vi è lo spazio per un design moderno, che allo stesso tempo richiama i toni esotici dell’oriente. Da un lato il verde delle piante divisorie, dall’altro lunghi banconi illuminati da lampade moderne, che concedono la vista del Corso Italia

Tra i due spazi vi è un’area confortevole e raccolta dedicata agli aperitivi, valorizzata dalla presenza di un suggestivo laghetto situato di fronte al lounge bar. Il momento della cena, invece, si svolge tra le luci soffuse delle lampade poste sui tavoli in ottone e pietra lavica, realizzati appositamente per Amocù, che insieme regalano l’atmosfera della cultura nipponica.

La brigata di Amocù è guidata dall’esperienza dello chef Rui Antunes; originario di Lisbona, ha viaggiato per molti paesi e cucine, dedicandosi specialmente alla tradizione giapponese e sperimentandone le contaminazioni con quella portoghese, peruviana e orientale. La proposta di Amocù consta di numerose portate, tra le quali ne spiccano sette in particolare:

Frittura di baccalà spagnolo in tempura marinato con menta e tè verde

Orata impanata nelle spezie e chauffe di mango

Capasanta con chauffe di mango, perlage di tartufo e maionese giapponese

Tacos di mais tostato: le prime due ripiene di pesce bianco e lime; le seconde con tartare di salmone e guacamole, alga marina liofilizzata e limone.

Ceviche di tartare di ombrina, con leche de tigre, cipolla denaturata, purea di patate americane dolci.

Rivisatazione del classico sushi: Uramaki e futomaki di tonno, salmone, ombrina e gamberi (foglia di riso verde, frittata di uovo rossa, foie gras, basilico, tartare di uova di salmone e asparagi)

Pasteis de nata de belem con gelato alla cannella e cereale fritto.

Di Giulio Bruno e Clarissa Cusimano